In cima alle ripide terrazze di Polyrrinia, a Kissamos, nella parte occidentale di Chania, la famiglia Sgouromalli cura silenziosamente un frutteto che racconta una storia di resilienza, tradizione e agricoltura sostenibile.
Distribti su sei ettari di terreno scosceso (35.4439, 23.6634), i terreni della famiglia ospitano circa 2.000 carrubi (Ceratonia siliqua), piantati nel 2000 nell’ambito di un programma statale di riforestazione volto a rivitalizzare le aree agricole marginali. Due decenni dopo, gli alberi rappresentano un esempio prospero di ciò che dedizione a lungo termine e agricoltura a basso impatto possono realizzare nei paesaggi difficili di Creta.
Un legame radicato nella terra
Michalis e Amalia Sgouromalli hanno costruito la loro vita combinando mestieri moderni e pratiche tradizionali. Michalis, che lavora nel movimento terra e nel turismo, porta spesso i suoi macchinari nei campi per i lavori agricoli stagionali. Amalia, invece, ha assunto la gestione del frutteto, aderendo cinque anni fa al programma greco “Giovani Agricoltori” per rafforzare le loro attività agricole.
“Non si tratta solo di produzione”, spiega Amalia. “Si tratta di mantenere viva la terra e assicurarsi che rimanga parte del futuro della nostra famiglia”.
Pratiche agricole sostenibili
Il frutteto è tanto frutto di pazienza quanto di pianificazione. Nei primi quattro anni, gli alberi erano irrigati a goccia; da allora, dipendono esclusivamente dalla pioggia. Non vengono utilizzati fertilizzanti, pesticidi o erbicidi, testimonianza della resistenza naturale del carrubo e dell’impegno della famiglia per una coltivazione a basso impatto.
Le attività annuali seguono il ritmo della terra:
- Controllo meccanico delle erbe infestanti, eseguito da Michalis con un motozappa, circa 50 ore all’anno.
- Potatura e gestione della chioma, con due lavoratori per 10 giorni, circa 160 ore di lavoro.
- Il periodo di raccolta, il più intenso, dura circa 25 giorni e coinvolge quattro lavoratori per quasi 800 ore.
Il ritorno del carrubo
Un tempo considerato un alimento umile, oggi il carrubo suscita rinnovato interesse come coltura nutriente e resistente al clima. Per la famiglia Sgouromalli, il suo valore non è mai stato in dubbio. “Il carrubo è sempre stato qui”, dice Michalis. “Fa parte dell’identità di Creta: forte, duraturo e capace di crescere dove poco altro può farlo”.
Mentre continuano le conversazioni globali sull’agricoltura sostenibile, le terrazze di Polyrrinia offrono un esempio concreto di come tradizione, adattamento e impegno familiare possano coltivare non solo colture, ma continuità.